Archivio mensile:febbraio 2013

Non basta

Non basta gridare ai quattro venti la propria rabbia per cambiare le cose, e non basta arrivare inferociti nella stanza dei bottoni per saper guidare la locomotiva, tantomeno per costruire un solido futuro. Per distruggere tutto non serve molto, basta prendere una mazza e menar fendenti a destra e a manca, o imitare i francesi della rivoluzione del 1789: delinquenti, cattivi, imbroglioni, buoni, onesti….tutti in fila in piazza; così facendo, per una meschina vendetta uccisero Lavoisier, uno dei padri della chimica moderna.

Per costruire un futuro che non si fermi a domani, ma si allunghi oltre l’orizzonte bisogna avere idee, spirito, visione, capacità. Forse chi ha capacità non ha idee e non ha spirito, forse chi ha capacità ed idee non ha visione e non spirito, forse chi ha idee non ha spirito, capacità e visione…. Se le idee possono essere nel patrimonio di più d’uno e se le capacità si possono costruire nel tempo, non così è per lo spirito e la visione. E’ soprattutto in momenti come questi che ci si dovrebbe chiedere quale futuro vogliamo, in quale società vogliamo vivere noi e far vivere chi verrà dopo di noi. Ma per rispondere a queste domande bisogna farsene altre: quali valori, quali principi sono fondanti per me? E poi… chi di coloro che si propongono a costruire il mio futuro ha nel proprio patrimonio genetico questi valori, questi principi, chi ha la mia visione del mondo e della vita come vorrei che fossero? Non basta distruggere, bisogna costruire su basi etiche e morali che non si esauriscono nel dire cosa non si vuole, nel cacciare i ladri e coloro che hanno affamato la gente togliendole speranza e vita. Bisogna anche avere visione e spirito, quelle doti che spostano le montagne, che possono concretizzare i sogni. E allora mi domando chi ha la mia visione ed il mio spirito, chi ha nel proprio DNA la mia etica.

Nel nostro DNA ci sono onestà, lealtà, dignità. Nella nostra visione della vita ci sono giustizia sociale vera, merito, rispetto, responsabilità ad ogni livello. Nella nostra visione per il futuro università+ricerca+impresa per diventare grandi, stato leggero e fisco leggero perché vogliamo vivere e non sopravvivere, sovranità perché non siano altri a decidere per noi, federalismo vero e responsabilità vera perché tutti in famiglia contribuiscano, giustizia vera perché paghi subito chi sbaglia e non chi è vittima….

La nostra onestà e la nostra coerenza noi de La Destra la abbiamo già da tempo messa in campo tutta, siamo pronti a batterci per ciò che le persone perbene vogliono.

 

Uscire dalla UE per 10 anni

Dobbiamo uscire dalla UE per 10 anni, riformare radicalmente la giustizia —> abbattere la criminalità organizzata e la corruzione, abbattere l’evasione fiscale partendo da dove essa è maggiore, ricostruire dalle fondamenta economia + scuola-università-ricerca + amministrazione pubblica, cancellare e rifare completamente la legge sulla fiscalità, adottare un federalismo vero, e diventare una vera potenza economica come è nelle nostre possibilità.

Uscire dalla UE:

  1. perché non possiamo nemmeno decidere che calzini mettiamo la mattina – ce li impongono Germania, Francia e GranBretagna -,
  2. perché i tedeschi ci dicono chi deve essere il capo del nostro governo (leggansi Merkel e Scheuble recenti),
  3. perché la UE lascia Cina & Co liberi di inondare il nostro mercato con prodotti di tutti i tipi a prezzi bassissimi ottenuti con il dumping e con stipendi bassissimi ai loro lavoratori facendo fallire le nostre aziende e lasciando per strada decine di migliaia se non centinaia di migliaia di famiglie,
  4.  perché la UE sta scippando anche i prodotti DOC del nostro agroalimentare,
  5. perché……….. basta così o andiamo avanti?
  6. I nostri risparmi perderebbero molto del loro valore? Vorrei vedere le esportazioni, e vorrei vedere le facce di tedeschi, francesi e inglesi quando inondati dei nostri prodotti “cinesi” (di qualità enormemente superiore)

Riformare radicalmente la giustizia:

  1. basta con questo paese di ciarlatani ladri e truffatori impuniti e di brava gente calpestata; dal piccolo al grande crimine/reato servono pene certe di applicazione rapidissima. Si introducano i lavori forzati per alcuni tipi di reati.
  2. I magistrati devono rispondere in sede penale, civile ed amministrativa del loro operato e degli errori commessi non solo a danno dell’imputato, ma anche a danno della collettività quando la assoluzione di un criminale comporta danni per una o più persone o per la comunità nel suo complesso (vedansi mafiosi rimessi in libertà per inerzia dei giudici o stupratori e pazzi ai domiciliari)
  3. le cancellerie dei tribunali devono rispondere in sede penale, civile ed amministrativa delle grandi inefficienze dell’apparato e della incuria con cui in molte sedi sono gestite attività, archivi, pratiche. Solo con la responsabilità personale applicata agli attori della giustizia così come avviene in tutti gli altri campi dell’apparato pubblico si può ridare civiltà al paese

Abbattere la criminalità organizzata e la corruzione

Mani libere a tribunali e forze dell’ordine:

  1. nella lotta alla criminalità organizzata: non si può rispondere con la fionda a chi usa il cannone
  2. alla corruzione dilagante: semplicissimo, basta volerlo. Prelazione negli appalti alle aziende che denunciano con i fatti gli episodi di corruzione e licenziamento in tronco ai corrotti

Abbattere la evasione fiscale

  1. deduzione anche per le famiglie delle spese sostenute sulla base del solo scontrino fiscale
  2. forti sanzioni e interdizione dalle attività economiche per gli evasori
  3. partire dalle regioni in cui l’evasione è maggiore (si sa perfettamente quali sono)

 

Ricostruire dalle fondamenta economia + scuola-università-ricerca + amministrazione pubblica

Sulla base della applicazione rigorosa di quanto sopra:

  1. rifare completamente la legislazione in tema fiscale e tributario con un testo unico comprensibile con agilità ad ogni cittadino
  2. tassazione + imposizione fino ad un massimo complessivo – diretta + indiretta – del 30%
  3. investire nel settore scuola-università-ricerca il 3,5% del PIL in aggiunta a quanto si investe oggi (totale 5%circa). Come dimostrato da molti studi recenti, lo sviluppo di economia e benessere di una popolazione varia secondo una curva esponenziale degli investimenti in questo settore

Adottare un federalismo vero

  1. ogni regione ed ogni ente locale deve avere la piena responsabilità di ciò che fa e quindi
  2. ogni regione trattiene per se 10/10 delle tasse e imposte versate dai propri contribuenti, IVA allo stato nella misura massima del 20%, no IRAP o altri surrogati che facciano entrare dalla finestra ciò che è uscito dalla porta; opere strategiche finanziate su base federale in parte con 20% di IVA ed in minima parte attingendo ai 10/10 trattenuti dalle regioni
  3. solidarietà solo per calamità naturali
  4. pubblicazione di bilanci di efficienza delle regioni sintetici e comprensibili ad ogni elettore

 

 

(In)Giustizia: è ora di cambiare

Non solo la politica, anche la magistratura sta distruggendo la società, ce ne siamo accorti tutti da tempo. Caso Pollari: viene condannato a 10 anni il capo dei servizi segreti per (non) aver sequestrato e trasferito in Egitto, suo paese di origine, l’Imam di Milano Hassan Mustafa Osama Nasr, “estremista islamico e fiancheggiatore del terrorismo islamico, noto come Abu Omar, nel contesto della guerra globale al terrorismo” (Wikipedia). In quale paese civile del mondo può accadere una cosa simile oltre all’Italia? I terroristi in libertà con le scuse dello Stato e i poliziotti in galera. Chissà che risate si fanno Abu Omar e accoliti, probabilmente chiederanno i danni psicologici e morali, cosicchè di fatto finanzieremo le loro attività terroristiche diventandone oggettivamente i mandanti. E chi se ne frega poi della dichiarazione di Pollari stesso: “La cosa che davvero mi sconcerta molto è che in questo processo, segreto di Stato a parte, non sono mai stato messo in condizione di difendermi: non mi è stato consentito neanche di sentire un testimone”.

Un imprenditore di Arsiero (VI) spara a due rom che stavano rubando all’interno della sua proprietà e li ferisce gravemente; il giudice lo condanna ad un anno di galera ed a 120.000€ (!) di ammenda; e come questo molti altri casi in cui dall’essersi difese alcune vittime sono passate al banco degli imputati dato che per la magistratura italiana prima bisogna farsi sparare e poi si può reagire, facendo attenzione però a non avere una “reazione sproporzionata”. Al contrario dell’Inghilterra dove un giudice ha sostenuto il diritto a difendersi dicendo ai ladri che erano stati raggiunti da colpi di pistola “Ve lo siete cercato”  e condannandoli a quattro anni di carcere e respingendo richiesta di attenuanti.

Da molti anni ormai Carabinieri e Poliziotti devono stare maggiormente attenti alle possibili ritorsioni della magistratura che al pericolo delle loro azioni contro il crimine perché se sparano e feriscono o uccidono un malvivente durante un conflitto a fuoco, passano dalla posizione di difensori della gente a quella di criminali senza avere tutti i benefici che hanno i criminali veri i quali possono magari essere scarcerati perché i documenti del tribunale sono stati timbrati con un timbro di gomma anziché con uno di ottone (giudice Carnevale, qualcuno se lo ricorda?).

Così non va, non va più, è ora di cambiare. Meglio avere giudici eletti come nei paesi anglosassoni: se non amministreranno con giustizia la giustizia perché non ne hanno la moralità, lo faranno almeno per convenienza.

Sinistra follia

Pagare le aziende con BOT! E’ difficile dire se quella del compagno Bersani sia follia pura o delirio da tensione elettorale. Dovremmo chiedere a Bersani: ma le aziende poi con cosa pagheranno i loro operai, i loro dipendenti? Daranno a loro dei Bot di quelli ricevuti dallo Stato a pagamento dei propri debiti? E gli operai pagheranno il panettiere con quei BOT? E le aziende con cosa compreranno l’acciaio od il legno, i materiali per fabbricare i propri prodotti? Li pagheranno ai fornitori italiani od esteri con dei BOT ricevuti dallo Stato? Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere. A volte mi chiedo come abbia fatto questo Paese a non collassare prima con certi deliranti in parlamento (“p” volutamente minuscola). E non è solo il compagno rosso a pensarla così. Arrivano perfino ad azzuffarsi fra partiti diversi per contendersi la primogenitura di una simile idiozia. No, no. Qui bisogna azzerare tutto, porre fine a questa lenta agonia che sta soffocando lentamente il ceto medio e basso, più dell’ottanta per cento della popolazione. Già perchè il ceto alto se ne fa un baffo di tutto ciò che accade in questo manicomio chiamato Italia. Un appaltino di qua, un posto in cda di là, una tangente dall’altra parte e sono tutti sistemati, tanto se poi i conti non tornano – e non tornano mai – basta aumentare la benzina, l’IRPEF, le imposte sulla casa, sui conti correnti, sui bolli ….. Delirio, siamo al delirio puro. Mai come in questo momento servirebbe un uomo forte che suonasse la campanella di fine ricreazione. Un bel dest-riga e tutti allineati e coperti, questo ci vorrebbe. Ma purtroppo non c’è nessuno che possa darlo, nemmeno all’orizzonte, fra i visibili. Spero solo che molti si ribellino a tutto questo e mandino a governare gli uomini e le donne dei partiti piccoli, quelli che non si sono sporcati nella corruzione dilagante che la stessa Corte dei Conti stima in 60 miliardi di euro all’anno, sufficienti a risolvere tutti i problemi italiani ed a rilanciare alla grande questo sgangherato insieme di regioni.

Il perchè di una scelta

 

IL PERCHE DI UNA SCELTA

Poche righe rivolte a chi mi conosce poco o non mi conosce affatto.

Rispetto, responsabilità, onestà sono sempre state per me qualità non discutibili e non trattabili nella vita di tutti i giorni ed ancor più nella vita politica, sia essa operativa che legislativa.

Ho sempre creduto che la vera civiltà sta nell’avere rispetto delle persone, e del mondo che ci circonda, ed ho sempre creduto e credo che prima di reclamare diritti si debbano compiere i propri doveri: se compirò i miei doveri sicuramente avrò rispetto delle persone, ed il rispetto delle persone ha come conseguenza  naturale il rispetto dei loro diritti. Dunque, prima compio i miei doveri, poi reclamo i miei diritti, e nel presupposto di vivere in una società civile la stessa cosa mi aspetto e pretendo che facciano gli altri.

Tutto qui.

In una società in cui si applichi questa concezione di vita di comunità, corruzione e concussione, disonestà, ruberie, angherie, soprusi, diritti calpestati sarebbero parole senza senso. Se nel mondo degli umani un mondo perfetto è utopia, un mondo grandemente migliore di questo è però possibile, un mondo in cui la mancanza di rispetto ed il sopruso siano la rara eccezione e non la regola.

Così come mi è accaduto in quell’arco della mia vita che mi ha portato ad essere sindaco di Pordenone dal 1993 al 2001, anche oggi la ribellione del mio sentire mi ha indotto a scendere in campo per dare il mio piccolo contributo ad una rinascita della nostra società che non è più rinviabile. Troppo duro vedere che la povera gente è continuamente schiacciata da un sistema in cui pochissimi fanno soffrire moltissimi, vedere un mondo in cui i soprusi di ogni tipo sono la regola, un mondo in cui di regola si fa carriera per clan, in cui i ritmi sono sempre più frenetici non già per aumentare il livello di benessere di tutti, ma per arricchire smisuratamente la Spectre. No, deve esserci spazio e giustizia per tutti, deve vincere il merito, la gente deve vivere, non sopravvivere.

Queste mie idee, questo mio sentire hanno il loro naturale ambiente nella destra sociale, quella destra sociale che ha nel benessere delle persone e nella giustizia sociale il suo obiettivo prioritario se non unico. Per questo, pur contattato da altre formazioni che credono in me ed alle quali sono grato per la stima che mi hanno manifestato, ho aderito alla cenerentola della destra: La Destra, unione di uomini e donne espressione di quella destra sociale che ha avuto ed ha alla sua base, fermi e non trattabili, i valori in cui credo. Non conta quanto sei grande fisicamente, conta ciò che hai dentro, conta la voglia di combattere per una società giusta, equa, meritocratica, in cui rispetto, responsabilità e onestà siano le parole d’ordine.

Cosa vogliamo fare

Cosa intendo debba fare una forza politica che lavori per la gente con proiezione al futuro, con equità, giustizia e dignità? Con quale modo di porsi verso se stessi e gli altri? Ecco qui le mie idee in una sorta di manifesto politico

COSA VOGLIAMO FARE

“Fatti, non parole”. Il motto di Lino Zanussi, stella polare della comunità pordenonese e della società italiana è anche il nostro motto.

Vogliamo ottenere gli obiettivi che ci prefiggiamo, così come siamo abituati a fare; senza guardare le convenienze politiche, senza tatticismi, dritti all’obiettivo secondo la strategia che ci siamo dati.

Per noi Rispetto, Responsabilità, Onestà sono valori imprescindibili per i quali abbiamo già pagato sulla nostra pelle, valori non trattabili che sono il fondamento di una società sana e di una comunità civile. Non promettiamo l’impossibile, o, peggio ancora, ciò che si è già deciso di non fare, non promettiamo province autonome dimenticandocene il giorno dopo le elezioni; ci impegniamo per il possibile al meglio delle nostre capacità con lo sguardo volto all’orizzonte del futuro nostro e delle giovani generazioni

  • Rilancio immediato della piccola e media impresa mediante detassazione e sburocratizzazione
  • Radicale riforma della ingiusta fiscalità esistente, per le aziende e per i singoli cittadini
  • Investimenti immediati nella Scuola, nell’Università e nella Ricerca di almeno il 3,5% del PIL, in linea con i paesi più avanzati con i quali dobbiamo competere con pari dignità e peso
  • Federalismo vero: fiscale, politico ed amministrativo per la Responsabilità di ognuno
  • Recupero della sovranità nazionale perché non vogliamo essere sudditi di alcuno
  • Repubblica presidenziale perché le decisioni strategiche di una nazione non possono essere ostaggio di alcuno
  • Recupero della sicurezza a tutti i livelli
  • Riforma della giustizia che deve essere giusta, efficiente, rapida
  • Tutela delle nostre identità culturali, tradizioni, origini cristiane
  • Prima gli italiani

Su questo ci impegniamo al meglio, ne va di noi stessi.

 

Rispetto e Responsabilità

Rispetto e responsabilità: due parole chiave per risolvere la epocale crisi di valori e di etica che ha messo in ginocchio non solo l’Italia, ma tutto il mondo occidentale.

Se ci guardiamo attorno vediamo ovunque una situazione drammatica di degrado morale. A volte si stenta a credere che sia vero tutto quel ciarpame che ci viene sbattuto in faccia dai giornali, ma quando vengono citati i dettagli delle operazioni giudiziarie anche gli ultimi dubbi se ne vanno e la rabbia monta impetuosa. L’ultima vicenda quasi incredibile è quella del Monte dei Paschi di Siena che è stato tenuto in piedi con i soldi della nostra IMU: 4 miliardi di euro di buco, tangenti inimmaginabili e ruberie di ogni sorta pagati con le nostre tasche. E che dire dei mille casi di corruzione in cui sono coinvolti politici di tutti i partiti e di tutti i livelli? Che dire dei 96 miliardi di euro di tasse condonate da una certa magistratura ai mafiosi delle slot machines? Che dire delle candidature alle prossime elezioni di parenti e amici di Fini, Casini, Monti etc.? Che dire di ….. No, basta! Ci vuole onestà, ci vuole rispetto per la gente, responsabilità nel governare. Va data da loro, va chiesta da noi, anzi pretesa.

Ecco, sul tema del rispetto e della responsabilità si gioca la partita Italia, e non solo Italia. Uno Stato in cui il cittadino, a partire dai politici, si comporta in modo rispettoso delle persone e delle cose e si assume ed esercita la responsabilità che gli deriva dal proprio ruolo, piccolo o grande che sia, è uno Stato giusto ed equo. Uno Stato siffatto è uno Stato efficiente, perché il rispetto non ammette ruberie e disonestà, ed è uno Stato efficace perche la responsabilità non ammette menefreghismo nel compiere il proprio lavoro, pubblico o privato che sia, ma richiede anzi un coinvolgimento ed una partecipazione tesi all’obiettivo.

Anche sulla questione lavoro possiamo individuare la strategicità del rispetto e della responsabilità. Che dire del governo Monti che ha preteso solo tasse ed ancora tasse, e non ha creato un solo posto di lavoro, anzi proprio a causa della enorme pressione fiscale che ha applicato ha fatto chiudere ancora più aziende mettendo sulla strada tante famiglie che adesso si trovano in grande difficoltà. Che dire di un Monti&C che ha fatto scempio non solo dei diritti attuali dei lavoratori in attività, ma anche del loro futuro cambiando pesantemente in corsa il contratto in essere sulle pensioni? E’ rispetto questo? E’ responsabilità questa? Perché non si sono toccati i potentati economici e i tanti, tantissimi grandi evasori ed elusori fiscali, gli amici degli amici? Perché si sono salvate le banche con i nostri soldi e poi quelle stesse banche hanno tenuto in cassa gli utili fatti grazie a noi? No, quello che vogliamo è uno Stato rispettoso, responsabile ed equo, un Stato che chieda rigore prima di tutti alla politica, alle banche, ed ai grandi players economici che lavorano in Italia ma pagano poche tasse agli stati esteri in cui hanno le sedi legali.Dopo, solo dopo, agli altri.

Rispetto, Responsabilità.