Archivio mensile:aprile 2013

La politica uccide

Potrebbe capitare anche ad altri di trovarsi un giorno con una pistola in mano e qualcuno a terra davanti. La crisi uccide. Decine e decine di persone, non sappiamo esattamente quante, si sono tolte la vita perché non reggevano il peso di una situazione drammatica: difficoltà a mantenere la famiglia, licenziamento forzato di collaboratori fidati per i quali, e per le loro famiglie, si sentivano responsabili, orizzonte buio.

La politica uccide. Diversi di coloro che si sono tolti la vita avevano crediti importanti con la amministrazione pubblica, e le loro aziende sono fallite perché lo stato, le regioni, le province, i comuni non hanno pagato alle loro aziende quanto esse avevano pieno diritto di avere per i lavori fatti ed i servizi prestati. Aziende sane fallite perché la politica non ha disposto i pagamenti dovuti. Pensateci un attimo, immaginate che la azienda sia la vostra, i collaboratori siano i vostri, in pericolo siano i vostri figli e vostra moglie/marito. Arriva il momento che non si regge ed allora diventa altamente probabile una delle due possibilità: suicidio, vendetta.

La politica è responsabile di questa crisi: lo è a livello mondiale, perché si è fatto finta di non vedere e di non sapere che gigantesche bolle speculative si stavano formando, bolle che sarebbero esplose ed avrebbero messo sulla strada milioni e milioni di famiglie; lo è a livello italiano perché dal 1946 in poi la politica è autoreferenziale, ha pensato e pensa solo a se stessa, ad arricchimenti  illeciti con i soldi della gente, senza costruire il futuro del Paese e non ha mai avuto quello spirito fondamentale che è contenuto in tre parole: etica, morale, civismo. I morti di oggi li fa la politica irresponsabile, avida, immorale e senza pudore.

Non ho letto una parola di un qualunque politico a comprensione di Preiti che ha sparato ai due carabinieri, volendo sparare ad altri, con un gesto da condannare in toto, ma anche da comprendere in toto. Quante altre persone sono state o sono lì lì per compiere un altro simile disperato gesto? Ma dalla politica solo la doverosa vicinanza ai due carabinieri – tutta l’Italia è con loro – che sono nella stessa barca di Preiti, poveri cristi tutti, vittime della stessa crisi e della stessa politica. Non una parola di commiserazione per questo sventurato italiano che non voleva uccidere i carabinieri, da sempre amici della gente e soprattutto della povera gente, uno che voleva colpire i responsabili del suo dramma, quelli che dopo avergli tolto tutto non riescono ad avere nemmeno un colpo d’ala mentre il paese affonda e con esso milioni di famiglie, nemmeno Grillo. Nessuno ha avuto una parola per questo disgraziato in cui sotto sotto si immedesima tantissima gente, nessun politico ha detto “siamo colpevoli, chiediamo scusa a tutti, da oggi le nostre giornate saranno dedicate tutte a risanare questo paese ed a dare agli italiani ciò che i nostri errori hanno loro tolto”. Non uno; sommo gesto di disprezzo per chi soffre tutti i giorni a causa della politica corrotta. Mentre Cancellieri parla di gesto di uno squilibrato. Hanno tirato troppo la corda, è quasi rotta.

Sono sempre più convinto che la soluzione al problema italiano è quella già indicata e percorsa da Mussolini: destra sociale fatta di doveri prima e diritti dopo, povera gente prima altri dopo, rispetto prima pretese dopo, responsabilità prima giudizi dopo, onestà sempre. Per tutti, cominciando da chi sta in testa.

Italiani litigano, Germania scippa

Eccoli qua la grande Germania e gli stupidotti europei di contorno.

Come riportato da diversi media nazionali, risulta che, come garanzia sul prestito della BCE, Berlino ha ottenuto il diritto di sfruttamento delle acque territoriali di Cipro per i prossimi 99 anni.

“Saranno infatti aziende tedesche che avranno il diritto di entrare nelle acque cipriote, per la prospezione e l’eventuale sfruttamento delle risorse petrolifere, per il possibile sfruttamento del giacimento di metano parzialmente condiviso con Israele sufficiente per il fabbisogno europeo per 50 anni buoni, e per lo sfruttamento delle pescose e ricche zone FAO, conosciute soprattutto per la presenza del pregiato tonno rosso del mediterraneo, amato dai giapponesi, pescato, macellato e congelato direttamente in barca, spedito per via aerea in Giappone e battuto all’asta a carissimo prezzo al mercato del pesce di Tokio.
Almeno quel poco che ne è rimasto. Bel colpo, salvare Cipro.”

Dicono che sia stata fatta una gara con greci (!), francesi, inglesi e che la Germania abbia avuto la meglio. Ma chi ci crede! Anche se avessero fatto la fantomatica gara, come pensiamo sia andata tra Francia, Germania e Inghilterra: “ieri tu ti sei presa la Libia, oggi io mi prendo Cipro, domani tu ti prendi…..”
Dunque, tutta la UE, con i soldi di tutti gli stati membri – Italia compresa – così come è stato per il salvataggio della Grecia, “salva” Cipro e la Germania da sola prende il bottino di guerra.

Che si tratti guerra è palese, da decenni la Germania sta conducendo la sua guerra per impadronirsi della UE. Dopo aver “comperato” le aziende di mezza Europa dell’Est, dopo aver contrastato ed in molti casi impedito il riconoscimento dei prodotti di origine controllata a danno soprattutto dell’Italia, dopo essersi ingrassata in questa perdurante crisi a spese di Spagna, Portogallo, Grecia e Italia facendo alzare lo spred dei paesi in difficoltà e inducendo quindi gli investitori a rifugiarsi pur con bassi tassi di interesse nelle banche tedesche finanziatrici a buon mercato dell’industria germanica, adesso ancor più spudoratamente la Germania utilizza i soldi di tutti gli europei, italiani in testa, per mettere le mani sul patrimonio di un debole stato “europeo”. I soldi di tutti per gli interessi della Germania.

Nel frattempo Bersani, Grillo e la politica italiana litigano nella nave che affonda. Italiani, stupidità senza fine.

Io insisto, dobbiamo uscire da UE e adottare una politica protezionista. Sono confortato in questo – quanto meno sulla politica protezionista – da studiosi del calibro di Alain De Benoist, Emmanuel Todd e Jean Luc Greau