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Rispetto e Responsabilità

Rispetto e responsabilità: due parole chiave per risolvere la epocale crisi di valori e di etica che ha messo in ginocchio non solo l’Italia, ma tutto il mondo occidentale.

Se ci guardiamo attorno vediamo ovunque una situazione drammatica di degrado morale. A volte si stenta a credere che sia vero tutto quel ciarpame che ci viene sbattuto in faccia dai giornali, ma quando vengono citati i dettagli delle operazioni giudiziarie anche gli ultimi dubbi se ne vanno e la rabbia monta impetuosa. L’ultima vicenda quasi incredibile è quella del Monte dei Paschi di Siena che è stato tenuto in piedi con i soldi della nostra IMU: 4 miliardi di euro di buco, tangenti inimmaginabili e ruberie di ogni sorta pagati con le nostre tasche. E che dire dei mille casi di corruzione in cui sono coinvolti politici di tutti i partiti e di tutti i livelli? Che dire dei 96 miliardi di euro di tasse condonate da una certa magistratura ai mafiosi delle slot machines? Che dire delle candidature alle prossime elezioni di parenti e amici di Fini, Casini, Monti etc.? Che dire di ….. No, basta! Ci vuole onestà, ci vuole rispetto per la gente, responsabilità nel governare. Va data da loro, va chiesta da noi, anzi pretesa.

Ecco, sul tema del rispetto e della responsabilità si gioca la partita Italia, e non solo Italia. Uno Stato in cui il cittadino, a partire dai politici, si comporta in modo rispettoso delle persone e delle cose e si assume ed esercita la responsabilità che gli deriva dal proprio ruolo, piccolo o grande che sia, è uno Stato giusto ed equo. Uno Stato siffatto è uno Stato efficiente, perché il rispetto non ammette ruberie e disonestà, ed è uno Stato efficace perche la responsabilità non ammette menefreghismo nel compiere il proprio lavoro, pubblico o privato che sia, ma richiede anzi un coinvolgimento ed una partecipazione tesi all’obiettivo.

Anche sulla questione lavoro possiamo individuare la strategicità del rispetto e della responsabilità. Che dire del governo Monti che ha preteso solo tasse ed ancora tasse, e non ha creato un solo posto di lavoro, anzi proprio a causa della enorme pressione fiscale che ha applicato ha fatto chiudere ancora più aziende mettendo sulla strada tante famiglie che adesso si trovano in grande difficoltà. Che dire di un Monti&C che ha fatto scempio non solo dei diritti attuali dei lavoratori in attività, ma anche del loro futuro cambiando pesantemente in corsa il contratto in essere sulle pensioni? E’ rispetto questo? E’ responsabilità questa? Perché non si sono toccati i potentati economici e i tanti, tantissimi grandi evasori ed elusori fiscali, gli amici degli amici? Perché si sono salvate le banche con i nostri soldi e poi quelle stesse banche hanno tenuto in cassa gli utili fatti grazie a noi? No, quello che vogliamo è uno Stato rispettoso, responsabile ed equo, un Stato che chieda rigore prima di tutti alla politica, alle banche, ed ai grandi players economici che lavorano in Italia ma pagano poche tasse agli stati esteri in cui hanno le sedi legali.Dopo, solo dopo, agli altri.

Rispetto, Responsabilità.

Un pò è colpa nostra, ma possiamo rimediare

La situazione economica dell’Italia è critica, ma non è solo l’economia ad essere critica.

Che dire della situazione sul fronte della sicurezza? O su quello della Giustizia? O ancora su quello dei (dis)servizi resi dagli uffici pubblici? Da qualunque parte si guardi ci assale lo sconforto per non riuscire a vedere le cose funzionare come dovrebbero e come sarebbe giusto. I politici hanno una grande responsabilità in tutto questo malfunzionamento. La corruzione dilagante e la mancanza di senso civico diffusa fra parlamentari, uomini di governo, dirigenti e funzionari a tutti i livelli delle Istituzioni sono sicuramente da addebitare a coloro che abbiamo eletto, i quali oltre ad avere personalmente tradito la fiducia dei loro elettori non hanno esercitato il potere di controllo sugli uffici pubblici. Adesso siamo tutti veramente stufi, non c’è più spazio per questo malcostume che incide pesantemente sulla qualità della vita e sulle tasche degli italiani. Tuttavia la colpa è anche nostra.

Perché? Semplicemente perché abbiamo continuato a votare quei partiti e quelle persone che avevano già tradito la nostra fiducia. E’ comodo dire che gli abbiamo dato un’altra possibilità, e che comunque non c’era alternativa. No, abbiamo dato loro molte possibilità visto che alcuni sono in sella da più di 25 anni, ed una alternativa comunque c’era, anche solo quella di votare gli ultimi, quelli dei partiti più piccoli, quelli che non erano nella stanza dei bottoni e che fosse anche per questo solo motivo non avevano avuto la possibilità di tradire la nostra fiducia. Non ci andava di votare questo o quel partitino? Ci siamo turati il naso tante volte votando chi non ci piaceva ma era il meno peggio, una in più non avrebbe sconvolto la nostra esistenza, ma avrebbe invece dato ai corrotti un segnale forte e forse li avrebbe anche messi fuori gioco.

Oggi più che mai non ha senso guardare il “grosso” partito, bensì i valori fondamentali, le idee, le persone. Pensiamo che se votiamo un partito piccolo disperdiamo il voto? No, non se in tanti ci troveremo a farlo. Chi mi dice che tanti voteranno il piccolo partito? Rispondo con una domanda: in quanti siamo stufi di questo stato di cose? Se anche solo la metà di coloro che sono stufi votasse il piccolo partito, esso diventerebbe subito un grosso partito. Se esso diventerà grande lo vedremo in seguito, ma intanto avremo cambiato direzione. Tanto, peggio di come siamo oggi non si può. E se votiamo a casaccio non possiamo poi giustificarci con alibi del tipo: “mi ha chiesto il voto e non ho avuto il coraggio di dirgli di no”, oppure “me lo ha raccomandato il mio amico”, oppure ancora “ho sempre votato quel partito… non voto quell’altro”.

E poi… Se dovessimo affidare i nostri averi ad una società o ad una persona, ne sceglieremmo una qualunque o valuteremmo con grande attenzione chi è, quali credenziali ha, cosa ha fatto prima, quali risultati ha ottenuto in precedenza? Personalmente non avrei dubbi: passerei alla lente di ingrandimento la azienda o la persona a cui affidarmi. Perché dunque non dovremmo agire nello stesso modo quando con il voto andiamo a scegliere chi dovrebbe far marciare bene la macchina pubblica, gestire con parsimonia i soldi dello stato – che sono poi i nostri -, abbassare le tasse e non alzarle, garantirci la sicurezza ed un stato civile e rispettoso di noi, dato che proprio noi siamo lo Stato?