Nuovo clientelismo 5S?

Reddito di cittadinanza proposto da Grillo: 1.000€/mese a tutti i cittadini italiani = 12.000€/anno ad ogni cittadino.

Supponendo di  considerare i soli maggiorenni, il costo sarebbe di 12.000×50.000.000 = 600 mld€/anno! Ed anche considerando solo coloro che percepiscono meno di 2.000€/mese (circa il 50%) ci vorrebbero  300mld€/anno.

Ma questi hanno fatto i conti?

E non si dica che il reddito di cittadinanza andrebbe solo ai disoccupati perchè allora chi glielo farebbe fare di andare a lavorare a quelli che percepiscono 1.200-1.300 €/mese (circa 20.000.000 di persone = 40% http://www.corriere.it/economia/12_marzo_30/irpef-dati-reddito_f656e204-7a5f-11e1-aa2f-fa6a0a9a2b72.shtml, quantità che data l’evasione fiscale possiamo ridurre salomonicamente a 10.000.000=20% popolazione adulta). Un bel nero a ore perse, et voilà! 1.500-1.800-2.000€/mese (3.000-3.600-4.000€/mese per ogni coppia) lavorando quando si ha voglia se si ha voglia e senza versare 1€ di tasse, ovvero senza contribuire al mantenimento ed al progresso dell’Italia. Chi lavorerebbe più in Italia?

Al confronto cassa del Mezzogiorno e situazione clientelare meridionale sono esempi virtuosi ed altamente educativi.

Che dire poi della ingiustizia verso coloro che ogni mattina si recano al lavoro per mantenere le loro famiglie e il vorace Stato Italiano? Anche loro avrebbero diritto alle attenzioni di un tale munifico stato sociale e quindi servirebbero davvero 600mld€/anno. E poi, lo Stato pagherebbe anche i “contributi” per la pensione su quei 1.000€ di reddito di cittadinanza? Perchè se così fosse non basterebbero 300 o 600mld/anno, ne servirebbero 600 o 1.200 € ogni anno.

Nemmeno in Unione Sovietica sarebbe stato pensabile qualcosa che fosse anche solo lontanamente simile. E poi si è criticata la promessa di restituzione dell’IMU per circa 10mld€!

Questi spot elettorali fanno però molta presa sulla massa la cui psicologia Grillo dimostra di conoscere e saper manipolare molto bene. Al confronto Berlusconi e Bersani sono dilettanti alle prime armi.

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