Un pò è colpa nostra, ma possiamo rimediare

La situazione economica dell’Italia è critica, ma non è solo l’economia ad essere critica.

Che dire della situazione sul fronte della sicurezza? O su quello della Giustizia? O ancora su quello dei (dis)servizi resi dagli uffici pubblici? Da qualunque parte si guardi ci assale lo sconforto per non riuscire a vedere le cose funzionare come dovrebbero e come sarebbe giusto. I politici hanno una grande responsabilità in tutto questo malfunzionamento. La corruzione dilagante e la mancanza di senso civico diffusa fra parlamentari, uomini di governo, dirigenti e funzionari a tutti i livelli delle Istituzioni sono sicuramente da addebitare a coloro che abbiamo eletto, i quali oltre ad avere personalmente tradito la fiducia dei loro elettori non hanno esercitato il potere di controllo sugli uffici pubblici. Adesso siamo tutti veramente stufi, non c’è più spazio per questo malcostume che incide pesantemente sulla qualità della vita e sulle tasche degli italiani. Tuttavia la colpa è anche nostra.

Perché? Semplicemente perché abbiamo continuato a votare quei partiti e quelle persone che avevano già tradito la nostra fiducia. E’ comodo dire che gli abbiamo dato un’altra possibilità, e che comunque non c’era alternativa. No, abbiamo dato loro molte possibilità visto che alcuni sono in sella da più di 25 anni, ed una alternativa comunque c’era, anche solo quella di votare gli ultimi, quelli dei partiti più piccoli, quelli che non erano nella stanza dei bottoni e che fosse anche per questo solo motivo non avevano avuto la possibilità di tradire la nostra fiducia. Non ci andava di votare questo o quel partitino? Ci siamo turati il naso tante volte votando chi non ci piaceva ma era il meno peggio, una in più non avrebbe sconvolto la nostra esistenza, ma avrebbe invece dato ai corrotti un segnale forte e forse li avrebbe anche messi fuori gioco.

Oggi più che mai non ha senso guardare il “grosso” partito, bensì i valori fondamentali, le idee, le persone. Pensiamo che se votiamo un partito piccolo disperdiamo il voto? No, non se in tanti ci troveremo a farlo. Chi mi dice che tanti voteranno il piccolo partito? Rispondo con una domanda: in quanti siamo stufi di questo stato di cose? Se anche solo la metà di coloro che sono stufi votasse il piccolo partito, esso diventerebbe subito un grosso partito. Se esso diventerà grande lo vedremo in seguito, ma intanto avremo cambiato direzione. Tanto, peggio di come siamo oggi non si può. E se votiamo a casaccio non possiamo poi giustificarci con alibi del tipo: “mi ha chiesto il voto e non ho avuto il coraggio di dirgli di no”, oppure “me lo ha raccomandato il mio amico”, oppure ancora “ho sempre votato quel partito… non voto quell’altro”.

E poi… Se dovessimo affidare i nostri averi ad una società o ad una persona, ne sceglieremmo una qualunque o valuteremmo con grande attenzione chi è, quali credenziali ha, cosa ha fatto prima, quali risultati ha ottenuto in precedenza? Personalmente non avrei dubbi: passerei alla lente di ingrandimento la azienda o la persona a cui affidarmi. Perché dunque non dovremmo agire nello stesso modo quando con il voto andiamo a scegliere chi dovrebbe far marciare bene la macchina pubblica, gestire con parsimonia i soldi dello stato – che sono poi i nostri -, abbassare le tasse e non alzarle, garantirci la sicurezza ed un stato civile e rispettoso di noi, dato che proprio noi siamo lo Stato?

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